1 maggio 2017

Approfondimento sul Metodo Feuerstein in AIAS di Milano Onlus

di aiasmilano

Diego Ornaghi, psicologo psicoterapeuta cognitivo e mediatore Feuerstein, ci spiega gli aspetti fondamentali del Metodo Feuerstein: cos’è, come funziona, quali strumenti utilizza, come viene inserito all’interno delle attività riabilitative di AIAS di Milano Onlus e quali sono i progetti futuri legati a questo metodo ma proiettati anche all’esterno.

 

Chi era Reuven Feuerstein?

Reueven Feuerstein, nato nel 1921 in Romania da una famiglia ebrea, durante la sua lunga vita ha vissuto anche in Svizzera e in Israele, è sopravvissuto all’olocausto e si è laureato in psicologia a Ginevra. Come da lui dichiarato, si è occupato da sempre di apprendimento ed educazione: è proprio dopo la fine della seconda guerra mondiale che, ricevendo l’incarico di occuparsi della valutazione psicometrica dei bambini sfuggiti all’olocausto, iniziò a porsi le domande che lo portarono a formulare la Teoria della modificabilità cognitiva strutturale che è il cuore dell’Esperienza di Apprendimento Mediato.

Quali sono le idee alla base del suo pensiero?

Fondamentale fu l’idea di non fermarsi alla misurazione delle conoscenze acquisite e delle abilità intellettive, ma voler trovare un modo per valutare la propensione all’apprendimento. Conoscenze e abilità fotografano come siamo ora, mentre la propensione ad apprendere dà una visione fluida della persona. Ne risulta che l’intelligenza non è un attributo fisso e statico, ma qualcosa che può essere insegnato usando modi e strumenti adatti. Possiamo apprendere durante tutto l’arco della nostra vita e quindi non abbiamo bisogno di un’istantanea sulle nostre abilità, ma delle modalità con cui possiamo apprendere al meglio.

Qual è la relazione del metodo Feuerstein e le neuroscienze moderne?

Il Professore aveva intuito che, in presenza di un mediatore e dei criteri di mediazione, non solo il comportamento del bambino si modificava, ma si sarebbe presentata una modifica nella struttura stessa del soggetto, e per struttura intendiamo il suo cervello. Le neuroscienze moderne, attraverso le tecniche di neuroimaging, hanno dimostrato e mostrato come tutto questo sia effettivamente vero. Il cambiamento strutturale avviene precisamente a livello sinaptico, dimostrando quello che Feuerstein aveva intuito anni prima.

Qualche dettaglio in più sulla teoria?

Il punto centrale della Teoria di Apprendimento Mediato (MLE) è l’attenzione posta al ruolo del mediatore umano. Il mediatore è colui che attivamente mira ad una modificazione nella persona di fronte a lui, e per questo accetta di modificarsi a sua volta. Il mediatore, durante la sua attività, seleziona e propone gli stimoli adatti a chi ha di fronte. Nello specifico, per un bambino è indispensabile la presenza di questa figura, al fine di sviluppare i prerequisiti che permettono un apprendimento efficace. Con l’espressione “i geni non hanno l’ultima parola” intendeva che le capacità di una persona non sono determinate solamente dal suo pool genetico, ma che mediante la Teoria della Modificabilità Cognitiva Strutturale le funzioni cognitive carenti possono essere riallenate e quindi modificate. Proviamo a immaginare la mente come un terreno che va nutrito e coltivato.

Come nutrirlo?

Attraverso la Modificabilità Cognitiva Strutturale (MCS). La modificazione – stabile nel tempo – della struttura cognitiva permette al soggetto di essere flessibile, adattandosi alle nuove e diverse situazioni della vita. Prima di nutrire la nostra mente dobbiamo valutare tale terreno attraverso la Valutazione Dinamica del Potenziale di Apprendimento (LPAD), e dobbiamo di conseguenza prendercene cura innaffiandolo, e cioè usando la mediazione.

E poi, come coltivarlo?

Attraverso il Programma di Arricchimento Strumentale (PAS), strumento che ci permette di lavorare sulle funzioni cognitive carenti. Il PAS permette di ri-mediare alle carenze proponendo 14 strumenti (costituiti da schede di esercizi) che forniscono a mediatore e mediato spunti per riflettere sui processi cognitivi necessari alla risoluzione del compito proposto. Questo programma, essendo praticamente free of content, può essere applicato a qualsiasi persona a partire dagli 8 anni.

E quali sono gli obiettivi del PAS?

L’obiettivo generale è quello di accrescere la modificabilità cognitiva strutturale dei mediati. Il mediatore si focalizza sui seguenti aspetti:

  • correggere le funzioni cognitive carenti
  • far acquisire concetti-base, lessico, operazioni mentali necessari sia per risolvere gli esercizi sia per la risoluzione di problemi
  • aumentare l’insight (capacita di introspezione) e produrre motivazione intrinseca
  • cambiare il ruolo del soggetto, da passivo ricettore e riproduttore di dati a produttore attivo di informazione nuove

In quali contesti viene usato il PAS?

Questo programma viene usato in diversi contesti, dall’ambiente classe alla riabilitazione singola o di gruppo, dall’ambito manageriale alla formazione aziendale.

In particolare, quali possono essere i benefici del metodo nel contesto scolastico?

Ricerche recenti hanno dimostrato come l’uso del metodo in aula possa migliorare la motivazione all’apprendimento degli studenti. Il metodo può essere impiegato in situazioni di grande differenza culturale tra gli studenti essendo, per la maggior parte degli strumenti, indipendente dal contenuto e dipendente dalla lingua solo in minima parte. E’ possibile utilizzare strumenti che vanno a lavorare nello specifico sugli aspetti emotivo/comportamentali del gruppo classe, permettendo la discussione e l’esperienza di situazioni “difficili” all’interno del gruppo.

Quindi possiamo affermare che la MLE è un modello educativo?

Sorpassando il modello S-O-R (Stimolo-Organismo-Risposta), Feuerstein sostiene che non solo la MLE è un modello pedagogico, bensì è il modo pervasivo con cui le interazioni ambiente-organismo influenzano tutti gli esseri umani. Solo attraverso l’introduzione di un mediatore, che si pone sia tra lo stimolo e l’organismo sia tra l’organismo e la risposta, queste interazioni fra l’uomo e l’ambiente assumono significato per il soggetto. Senza l’intento di mediazione, nessun bambino può veramente apprendere e quindi modificarsi, e questo è indipendente dal livello intellettivo del bambino stesso. La carenza di MLE depriva il bambino e ne consegue una scarsa modificabilità strutturale dello stesso.

Come viene applicato il metodo Feuerstein all’interno di AIAS di Milano Onlus?

In AIAS il metodo è presente da diversi anni e viene applicato come sistema riabilitativo per bambini con difficoltà di apprendimento o con sindromi genetiche. I bambini che accedono ad una valutazione LPAD differiscono sia per gravità della patologia che per diagnosi. Viene fatta una valutazione dinamica dell’apprendimento dove l’obiettivo principale è vedere come il bambino si modifica in una situazione di mediazione. Se si valuta di procedere con il metodo, vengono previste due sedute settimanali ambulatoriali con un mediatore per un percorso di almeno due anni. I cambiamenti si verificano con intervalli regolari, ed eventualmente si ripropone una valutazione LPAD.

Pensate di portare il metodo anche nei contesti citati precedentemente, diversi dalla riabilitazione?

Sì, in realtà stiamo proprio lavorando su un progetto di intervento in ambito scolastico, con l’idea di lavorare direttamente all’interno delle classi (4° e 5° – scuola primaria) con la presenza di un mediatore. Lo scopo quindi non è riabilitativo come può essere all’interno di AIAS, ma è più che altro formativo: mostrare che l’apprendimento non passa necessariamente e solamente da lezioni frontali, ma anche dalla mediazione e dalla partecipazione attiva di tutte le figure presenti in aula. L’obiettivo fondamentale di questo progetto è “far vedere” agli insegnanti, ma anche e soprattutto agli alunni, che la mediazione può essere utilizzata in maniera proficua per accrescere l’apprendimento. Abbiamo inoltre progetti per iniziare al metodo i genitori dei bambini in carico presso le nostre strutture. Vorremmo mostrare loro come possono essere i primi mediatori dei loro figli nella pratica quotidiana, diventando quindi un supporto attivo ed efficace. Ci piacerebbe poter fornire questo servizio senza gravare sui bilanci delle famiglie, per questo siamo alla ricerca di qualcuno che voglia diventare nostro partner e sostenitore.

 

Per chi volesse informazioni specifiche a riguardo, è possibile contattare l’Area Sanitaria della nostra sede milanese.

Riferimenti Bibliografici

Il programma di Arricchimento Strumentale di Feuerstein. Feuerstein, R.S. Feuerstein, L. Falik, Y. Rand. Ed. Erickson, 2008

Migliorare i processi di apprendimento. Il Metodo Feuerstein: dagli aspetti teorici alla vita quotidiana. Minuto, R. Ravizza. Ed. Erikson, 2008

LPAD Learning Propensity Assessment Device. Batteria per la Valutazione Dinamica della Propensione all’Apprendimento di Reuven Feuerstein. Feuerstein, R.S. Feuerstein, L.H. Falik, Y. Rand. Di Mauro, M.L. Boninelli, A. Damnotti, C. Dimagli, N. Lastella, D. Morselli (a cura di). Ed. Erikson, 2013