21 giugno 2017

Corpo-Azione-Comunicazione-Linguaggio nelle neuropatologie complesse: il racconto della giornata

di aiasmilano

AIAS di Milano Onlus ha partecipato al convegno di ANFFAS che si è tenuto a Genova sabato 17 giugno 2017 dal titolo “Corpo–Azione–Comunicazione–Linguaggio nelle neuropatologie complesse”. Il prof. Giuseppe Cossu ha aperto i lavori con una lezione magistrale dal titolo “I meccanismi inceppati della cognizione motoria: significato e intenzione motoria nel bambino grave”. Al convegno sono stati presentati i contributi dell’Istituto Stella Maris (dott.ssa Stefania Bargagna), dell’ASL Montichiari/Brescia (dott.ssa Luisa Bonini), dell’ASL Centro di Firenze (dott. Mario Landi), dell’ASL di Grosseto (dott. Ettore Caterino), dell’ANFFAS Imperia (dott.sse Luisa Barcella e Chiara Bianchi) e della dott.ssa Maria Luisa Gava con la presentazione dell’approccio c.m.i.® (approccio cognitivo-motivazionale-individualizzato), correlandolo ai casi.

AIAS di Milano Onlus è stata rappresentata dalla dott.ssa Olivia Ninotti (Direttore Sanitario) e dalla dott.ssa Lia Mastrogiacomo (logopedista) con la relazione : “Dall’agito al rappresentato e all’agito sul rappresentato per una competenza comunicativa e linguistica: il caso di C.”.

Sempre più spesso il concetto di ‘prendere in carico’ in riabilitazione un paziente sta evolvendo verso quello di ‘prendersi cura’: è un cambiamento di ottica e di operatività che mira non solo a ri-abilitare le competenze deficitarie, ma anche a incrementare la qualità di vita del bambino con fragilità nei contesti quotidiani. La riabilitazione deve diventare inoltre ponte con l’esterno, facilitando il rapporto tra famiglia-scuola e bambino.

Il lavoro presentato è un percorso riabilitativo integrato tra trattamento logopedico e approccio c.m.i.®: C. è un bambino di 8 anni affetto da una patologia neuro-cognitiva con conseguenti difficoltà comunicativo-linguistiche. Nel corso dell’intervento è stato evidenziato come un lavoro di orientamento alle dimensioni del mondo reale (spazio, tempo, relazioni e oggetti) possa aiutare a stabilizzare, mediante punti di riferimento, le conoscenze del bambino. Ne risulta che la componente linguistica (comprensione e produzione) abbia trovato giovamento da tale tipologia di approccio: la capacità di manipolare il proprio vissuto (ricostruito tramite elementi grafici mobili dell’agito) ha permesso al bambino di analizzare al meglio i vari contesti, favorendo il suo desiderio di agganciare l’esperienza fenomenica al linguaggio.

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