, 23 Dicembre 2021

“NOI SIAMO VACCINATI” CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE ALL’ADESIONE VACCINALE CONTRO IL VIRUS SARS COVID-19.

di aiasmilano

Care Famiglie,

da inizio anno in tutto il mondo sono state somministrate oltre 6 miliardi di dosi dei vaccini contro il coronavirus, con oltre 2,5 miliardi di persone che hanno completato il proprio ciclo vaccinale. La stragrande maggioranza di questi individui non si ammalerà di COVID-19 e la piccola parte di loro che svilupperà un’infezione post-vaccino non avrà sintomi e manterrà un rischio molto basso di sviluppare forme gravi della malattia.

Come tutti gli altri vaccini, anche quello contro il coronavirus non protegge al 100 per cento contro la malattia, ma rende estremamente improbabile che ci si ammali gravemente.

Il vaccino sta in un certo senso cambiando la COVID-19, per lo meno per chi si è sottoposto alla vaccinazione, rendendola una malattia diversa da quella che aveva portato lutti e stravolto le nostre abitudini nel 2020. il rientro al lavoro dopo un’assenza per malattia o indisposizione deve essere coperto da certificato medico, che attesti la conclusione della malattia e/o che certifichi, in caso di disturbi e sintomatologia potenzialmente correlabili al Covid, la guarigione e l’idoneità al rientro al lavoro in collettività; in alternativa è possibile il rientro al lavoro con tampone (esito negativo).

È una buona notizia, che non deve comunque portare a sottovalutare gli effetti del virus, che continua a causare la morte di migliaia di persone ogni giorno in tutto il mondo, specialmente dove i vaccini sono poco diffusi. Stabilire in che misura stia cambiando la COVID-19, tra i vaccinati e il resto della popolazione, non è comunque semplice, perché la malattia stessa è difficile da definire. Inizialmente nei non immunizzati sembrava che causasse per lo più problemi al sistema respiratorio, ma nell’ultimo anno e mezzo medici e ricercatori hanno notato che a seconda dei pazienti i sintomi variano enormemente.

La presenza del coronavirus nell’organismo induce una forte risposta immunitaria, che talvolta finisce fuori controllo al punto da danneggiare tessuti in varie parti del corpo. Questa reazione è estremamente soggettiva ed è ciò che rende più difficile determinare con certezza i sintomi tipici della malattia.

Il 1 dicembre 2021 l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha autorizzato la somministrazione del vaccino contro il coronavirus di Pfizer-BioNTech anche per i bambini tra i 5 e gli 11 anni di età.

La decisione, assunta dopo il parere favorevole dell’Agenzia europea per i medicinali, era attesa e segna un nuovo importante sviluppo nella campagna vaccinale in Italia, e aggiunge circa 3,7 milioni di individui che potranno ricevere il vaccino.

L’estensione ai bambini è infatti ritenuta essenziale per tenere meglio sotto controllo la pandemia, aumentando la quota di popolazione vaccinata, ormai da diverse settimane ferma intorno al 77 per cento. Nelle prossime settimane milioni di genitori dovranno quindi decidere se vaccinare o meno i propri figli di 5- 11 anni, con qualche comprensibile apprensione, che può essere però fugata chiedendo un consiglio al proprio pediatra.

Sul sito della Società italiana di Pediatria è stato appena pubblicato un documento redatto dalle società scientifiche dei pediatri, rivolto ai genitori, sull’opportunità di vaccinare i bambini nella fascia di età 5-11 anni, con il vaccino mRna anti-Covid. Il documento è stato approvato da Società Italiana di Pediatria (SIP), Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), Associazione Culturale Pediatri (ACP) e dalla Federazione delle Società Scientifiche e delle Associazioni di Area Pediatrica (FIARPED) .

Care famiglie, ci sentiamo di raccomandare la vaccinazione nei bambini tra 5 e 11 anni in quanto capace di prevenire casi severi, sia pur rari, dovuti direttamente al virus o alle sue complicanze infiammatorie, di ridurre disagi per gli stessi bambini e alle loro famiglie e di aumentare in generale i loro gradi di libertà.

La raccomandazione è ancora più forte se il bambino soffre di patologie croniche, e se convive o ha contatti stretti con adulti anziani o fragili.

Le controindicazioni sono rarissime e riguardano soggetti con malattie immuno-mediate. In questi casi è opportuno rivolgersi agli specialisti che seguono il bambino.

Sosteniamo la campagna vaccinale nella consapevolezza che i dati disponibili non consentono di dare risposte definitive su alcuni aspetti, quali ad esempio gli effetti a lungo termine della malattia o eventuali complicanze estremamente rare della vaccinazione, pur essendo dati più che sufficienti per sollecitare quanto prima alla vaccinazione nei bambini di età compresa tra 5 e 11 anni.

Nelle ultime settimane è stato inoltre rilevato un aumento dei casi positivi nella fascia di età 5-11 anni con un tasso di ricovero pari a circa 6 su mille. Nella maggior parte dei casi, i bambini ricoverati per COVID-19 non avevano alcun fattore di rischio, erano quindi sani e senza altri problemi di salute.

Nei casi più gravi che riguardano i bambini, la COVID-19 può comportare la sindrome infiammatoria multisistemica, una condizione che può presentarsi in forma grave e tale da rendere necessario un ricovero in terapia intensiva.

In caso di infezione, una persona vaccinata è in media contagiosa per meno tempo rispetto a un individuo non vaccinato. Di conseguenza il coronavirus ha minori possibilità di circolare, infettare altre persone e andare incontro a nuove mutazioni che portano poi all’emersione di varianti. Ciò vale anche per i bambini, che rimangono a lungo a contatto con gli adulti non solo in famiglia, ma anche a scuola.

Nell’adesione forte che AIAS prende nei confronti della vaccinazione sui bambini prendiamo in considerazione sia gli aspetti strettamente medici e assistenziali – che sono ovviamente prioritari – sia gli aspetti psicologici e sociali che caratterizzano la condizione dell’infanzia rispetto alle quarantene imposte dalla pandemia in generale e alla positività, nello specifico.

Noi siamo vaccinati e faremo vaccinare i nostri figli.

Care Famiglie vi sollecitiamo la piena adesione alla campagna vaccinale per la tutela e la sicurezza di tutti noi.

la Direzione Sanitaria – Dott.ssa Olivia Ninotti